Protesi al seno - Come, quando e perché sostituirle.
Le protesi utilizzate per l’aumento del seno non hanno una data di scadenza. Tuttavia nel tempo tutto tende a “invecchiare” e le protesi al seno non sono dispensate da questa legge e vanno incontro, dopo tanti anni, a una maggiore fragilità.
In realtà non è solo questione di materiali. Anche il corpo si modifica, per non parlare delle mode e dei gusti.
I primi dieci anni trascorrono senza problematiche, così anche gli anni successivi. Passati 10 anni dall’intervento è imporatante controllarne lo stato in maniera approfondita.
A parte questo, col tempo il corpo cambia: si assottiglia, si arrotonda, in alcuni casi si modifica la distribuzione dei volumi, una sostituzione può ripristinare l’armonia dei volumi.
Eventualità, non così remota, è infine quella della sostituzione della protesi al seno in seguito a rottura o contrattura della capsula.
Il più frequente dei casi è quello della sostituzione di protesi ancora integre. L’intervento prevede un’anestesia generale oppure locale con sedazione. Il chirurgo esegue l’incisione in corrispondenza di quella già esistente. Estrae le protesi e inserisce le nuove. Effettua una nuova sutura migliorando, in alcuni casi, anche l’estetica della cicatrice precedente. Un intervento di questo tipo ha una durata di circa 45 minuti.
In caso di sostituzione di protesi al seno in seguito la rottura o contrattura capsulare, l’intervento può risultare un po’ più lungo ma necessario.
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