Mastopessi - Sollevamento del seno

Mastopessi Verona - Sollevamento del seno
Nell’ambito della chirurgia estetica del seno, fra il consueto intervento di mastoplastica additiva e riduttiva, dimentichiamo talvolta di dare spazio ad un intervento importante, la mastopessi, che incontra il favore di chi, grazie ad esso, risolve il fastidioso problema estetico del cosiddetto “seno flaccido”, causato solitamente dall’eccessivo rilassamento dei tessuti in seguito ad una dieta dimagrante, o “svuotato”, come nel tipico caso di ptosi post-gravidica. 
La ptosi mammaria può essere conseguenza di diversi altri fattori come l’età o i disturbi ormonali che producendo un’involuzione della componente ghiandolare determinano una riduzione complessiva del volume mammario. 
Il seno, in questi casi, non è troppo grosso da richiedere una riduzione, né così piccolo da rendere necessario l’aumento.
 
  • Come viene e deve essere eseguito l'intervento 
  • Quali sono i principi fondamentali della tecnica
  • É un intervento traumatico per la paziente, comporta reali sofferenze 
  • Quali le cicatrici residue 
  • Quale è la durata del risultato
 
A questi interrogativi bisogna dare una risposta chiara, esauriente e una giusta informazione. L'intervento di mastopessi è molto delicato, necessita di una grande esperienza e preparazione specifica. É una vera "scultura del seno" e il risultato è strettamente legato al senso artistico e all'abilità chirurgica.
 

Mastopessi - Quando e perchè

  • In età successiva ai 20.
 
La comparsa più o meno improvvisa, ma certamente inattesa, del rilassamento dei tessuti mammari, crea alla paziente non solo un problema estetico, ma anche un problema psicologico, dovuto alla difficoltà di accettare tale modificazione corporea.
 

Mastopessi - Tecnica chirurgica del Dott. Domenico Miccolis

I punti fondamentali dell'intervento di scultura del nuovo seno, del suo rassodamento, sono tre:
  1. Il lifting cutaneo ossia una riduzione appropriata della cute in eccesso con sollevamento e contemporanea riduzione dell'areola mammaria spesso ingrandita dalla distensione del seno.
  2. Il rimodellamento e sollevamento della ghiandola mammaria in modo tale da riempire stabilmente la metà superiore del seno (il polo superiore appiattito e svuotato). Si esegue in tal modo una vera "autoprotesi ghiandolare".
  3. il bloccaggio del seno al muscolo pettorale con un nuovo e naturale legamento di sospensione. In tal modo il risultato ottenuto è duraturo negli anni. Bisogna ricostruire infatti quei legamenti sospensori che naturalmente sostengono il seno normale. Un particolare tecnico questo che ha innovato la chirurgia mammaria, aprendo nuovi orizzonti.

 

Le cicatrici sono un problema?

Può essere la cicatrice una limitazione all'intervento?  

C'è chi esprime riserve verso l'intervento di mastopessi, soprattutto quelli che pensano di risolvere una ptosi accentuata con il semplice inserimento di una protesi mammaria, perché è falso ritenere che la protesi sollevandolo lo renda più bello. 
Numerosi sono i casi così operati che necessitano di un nuovo intervento poiché il risultato non era migliorativo, ma peggiorativo. Quando è presente una ptosi di grado importante, se si vuole ottenere un buon risultato è inevitabile il ricorso ad una pessi mammaria con sollevamento dell'areola e riduzione della cute in eccesso.
Il risultato estetico che si ottiene è tale da soddisfare ampiamente l'aspettativa della donna al punto da rendere totalmente ininfluente la sottile cicatrice residua. Il risultato è di gran lunga superiore all'esito cicatriziale. É falso quindi continuare a ritenere che questo intervento lasci cicatrici molto evidenti e deturpanti. La paziente, prima di sottoporsi a tale intervento deve ben documentarsi e chiedere al chirurgo chiarimenti sulla tecnica che andrà ad eseguire..
 
Le tecniche di mastopessi e mastoplastica riduttiva si distinguono in base alla cicatrice residua, oltre la sottile cicatrice che circonda l'areola che viene ridotta e sollevata in alto.
 

Mastopessi con sola cicatrice periareolare

Vi è una sola cicatrice che circonda tutta l'areola. Può essere usata in casi con cute elastica e spessa con cute e volume non eccessivi
 

 Mastopessi con cicatrice verticale 

Vi è una sottile linea cicatriziale verticale dal margine inferiore dell'areola sino alla piega sottomammaria.
 

Mastopessi con cicatrice ad L

La cicatrice verticale raggiunta la piega gira per pochi centimetri verso l'esterno nella piega stessa.
 

Mastopessi con cicatrice a T

Cicatrice a T rovesciata cicatrice verticale, dall'areola al solco, più una cicatrice orizzontale curvilinea nel solco.
 
Quindi si rimodella il seno riposizionando l’areola ed il capezzolo al giusto livello ed eliminando la pelle in eccesso per ottenere una forma esteticamente gradevole. 
Le incisioni che si effettuano nel corso dell’intervento lasciano delle cicatrici destinate a migliorare il loro aspetto, fino a diventare poco evidenti. 
La sutura intradermica finale, precisa e minuziosa, completa l’intervento: essa verrà rimossa definitivamente dopo circa due settimane. Raramente è necessario applicare un drenaggio. 
Il periodo post-operatorio prevede una medicazione protettiva che verrà sostituita successivamente da un reggiseno contenitivo da indossarsi giorno e notte per almeno un mese. 
L'intervento di pessi mammaria può essere eseguito in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale con la degenza di una sola notte.
 

Mastopessi - Risultati

Da sempre il chirurgo estetico si è posto l'obiettivo di ottenere il miglior risultato estetico possibile, ma che lo stesso sia du­raturo. Quindi rimodellare il seno non solo in vista del risultato immediato ma essenzialmente proiettato nel tempo. In tutti i campi della chirurgia estetica si cerca di adottare accorgimenti tecnici par­ticolari per raggiungere questo scopo. 

Utile un mezzo di bloc­caggio e fissazione definitiva della ghiandola mammaria al muscolo pettorale, in modo da conservare molto lungo, dai 10 ai 20 anni, il risultato ottenuto. Si ricostruisce quel legamento sospensore del seno che è andato distrutto nel tempo con i vari processi di distensione e rilassamento. Una tecnica descritta in numerose pubblicazioni e testi di chirurgia mammaria, ha avuto successo e riconoscimento per la sua validità. 

La cicatrice residua in soggetti predisposti a una buona cicatrizzazione permette, già dopo 8 mesi, un anno, se la sutura è ese­guita correttamente, di indossare un minu­scolo reggiseno. 
Inoltre anche nei casi più difficili la cicatrice può essere agevolmente corretta  e perfezionata.
 
Si può tranquillamente affermare che nell'intervento di mastopessi e nella riduttiva il risultato post-operatorio è pressoché legato esclusivamente all'abilità del chirurgo, contrariamente alla mastoplastica additiva ove la reazione individuale negativa alla protesi mammaria può compromettere il risultato indipendentemente dalla esecuzione chirurgica. 
L'intervento di mastopessi, se ben discusso e ben programmato con la paziente non comporta rischi particolari se non le generiche complicazioni di ogni intervento chirurgico.
 
La sensibilità del capezzolo, molto importante per la donna dal punto di vista erotico, resta intatta così come la funzione specifica della ghiandola mammaria.
 

Mastopessi - Post-operatorio

L’intervento di mastopessi, che viene eseguito in anestesia generale, nell’ambito di una struttura autorizzata, ha un decorso post-operatorio non doloroso (talvolta soprattutto ai lati della zona operata può insorgere una sensazione di bruciore dovuta alla sutura ) e prevede 1-2 giorni di degenza. 
I punti di sutura vengono tolti  in tempi successivi e comunque entro 15-20 giorni dall’operazione. 
Le cicatrici, che per un certo periodo rimangono sottili e lineari, verso il terzo mese si arrossano, per poi schiarirsi definitivamente verso il sesto o nono mese. 
Dopo due o tre giorni la paziente può progressivamente riprendere le sue normali attività, evitando per almeno quindici giorni traumi al seno. 
Le complicanze, quali l’ematoma e l’infezione, sono rare. 
La sensibilità dell’areola o del capezzolo vengono di solito recuperate in un periodo variabile da 2 a 6 mesi. Talvolta, però, soprattutto se la mastopessi è stata effettuata su un seno particolarmente grosso, l’eventuale interruzione di alcune terminazioni nervose, invisibili ad occhio nudo, comporta un maggiore ritardo nel recupero della sensibilità originaria, e in qualche raro caso residuano zone con sensibilità parziale.   
 

Ptosi Mammaria

Nel corso della vita il seno subisce una evoluzione spontanea, naturale e fisiologica verso un rilassamento, e la ptosi può essere accentua­ta e causata da molte cause che schematicamente si suddividono in:
 
Fattori costituzionali: sono alla base del nostro aspetto e molte donne fin dallo sviluppo presentano un seno cadente. A essi è lega­ta la struttura e l'elasticità della pelle che riveste il seno e la robustezza del legamento sospensore.
 
Struttura della ghiandola: un seno prevalentemente ghiandolare e con struttura connettiva densa e compatta è più resistente alla ptosi di un seno adiposo.
 
Il volume del seno: influisce sulla sua caduta in basso in quanto in un seno grande la cute che lo sostiene è sottoposta a una mag­gior distensione.
 
La forma del seno: un seno a base larga si conserva meglio di un seno a stretta base d'impianto o a forma di pera.
 
Gravidanze ed allattamento: sono i fattori più naturali, infatti l'aumento di volume della ghiandola determina una eccessiva disten­sione della cute con frequente comparsa di smagliature per rottura delle fibre elastiche del derma. Nel post-partum la pelle con dif­ficoltà ritorna al suo volume originale, rimanendo in genere in eccesso mentre la ghiandola va spesso incontro a atrofia.
Ingrassamenti e dimagramenti: se eccessivi e ripetuti determinano gli stessi effetti negativi delle gravidanze, distensione cutanea e atrofia di ghiandola e grasso. Da quando descritto vediamo come alla base di una ptosi mammaria, ossia di una caduta del seno, vi è una spro­porzione tra il contenente (la pelle in eccesso) ed il contenuto (ghiandola e grasso ridotti di volume). L'intervento chirurgico ha lo scopo di riportare questi due elementi a una giusta proporzione tra loro con un "lifting cutaneo", ossia una adeguata riduzione della cute in ecces­so così da creare un nuovo e permanente reggiseno naturale. Allo stesso tempo si rimodella, si raccoglie e si solleva la ghiandola mammaria fissandola stabilmente in una posizione più alta. Quest'intervento viene definito "mastopessi".
 
La ptosi mammaria può essere di vario grado, I°-II°-III° grado in rapporto alla discesa del capezzolo ossia alla distanza tra la piega sotto­mammaria ed il capezzolo stesso. Maggiore è questa distanza, maggiore la ptosi, maggiore in genere la riduzione cutanea necessaria.
 

Come valutare il grado della ptosi?

Con un semplice centimetro. Schematicamente se la distanza tra il solco sottomammaria e il capezzolo disceso è di 1-2 cm la ptosi è lieve, se 2-4 cm la ptosi è media, se più di 4-5 cm la ptosi è grave.
In base al volume della di ghiandola e di grasso, la ptosi mammaria si può presentare in tre forme che richiedono differenti corre­zioni chirurgiche.
  1. Ptosi con volume ghiandolare normale: il seno appare di volume normale, ma rilassato e flaccido, con cute poco elastica. Si esegue il singolo intervento di mastopessi.
  2. Ptosi con abbondante volume ghiandolare: in questo caso può essere necessaria anche una parziale riduzione del volu­me dell'insieme alla mastopessi.
  3. Ptosi con scarso volume ghiandolare: sono i cosiddetti "seni svuotati" in cui vi è stato un riassorbimento o atrofia del contenuto ghiandolare. Il seno appare come un "sacco vuoto" che dovrà essere non solo ridotto, ma anche riempito. In tali casi è necessario completare l'intervento di mastopessi con l'inserimento di una protesi mammaria per dare un adeguato volume e consistenza al seno, questo intervento è definito con il termine di mastoprotesi.
 

Mastopessi - Durata intervento

Anestesia: Locale con sedazione o generale
Durata intervento: 90-120 min
Degenza in clinica: 24 ore
Numero Medicazioni: 3
convalescenza: 14 gg

 

Mastopessi - Prima e Dopo


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